Il disturbo ADHD, di cosa si tratta, diagnosi e intervento

Il disturbo ADHD, di cosa si tratta, diagnosi e intervento

ADHD

Cos’è l’ADHD?

Se siamo davanti a un bambino “terremoto”, che non riesce a stare fermo, che i genitori e insegnanti fanno fatica a tenere e che si distrae facilmente, potremmo trovarci davanti a un bambino con un disturbo da deficit di attenzione e iperattività, noto come ADHD.ADHD

Le cause del disturbo sono neurobiologiche e i problemi principali sono disattenzione, impulsività e iperattività. E’ importante intervenire perché questi sintomi possono creare delle difficoltà nella vita quotidiana come a casa, a scuola e nelle relazioni. Lo scopo dell’intervento è migliorare il benessere e la qualità di vita del bambino con ADHD e dei suoi genitori.

ADHD
In Italia 1% dei bambini ha il disturbo ADHD e la prevalenza è per i maschi

Come si manifesta l’ADHD?

ADHD

I bambini ADHD vanno incontro a diverse difficoltà:

– difficoltà a prestare attenzione e a mantenere l’attenzione necessaria per finire un compito.

– evitare di impegnarsi in compiti che richiedono uno sforzo mentale prolungato.

– distrarsi e annoiarsi facilmente.

ADHD

– problemi nell’organizzazione e nel tenere in ordine.

– perdere facilmente gli oggetti.

– passare rapidamente da un’attività all’altra.

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– agitarsi spesso facendo fatica a rimanere fermo, “come se fosse azionato da un motore”.

– difficoltà nell’aspettare il proprio turno per parlare e parla senza prima pensare.

– problemi nel rispettare le regole.

ADHD

– scarso controllo degli impulsi e difficoltà a prevedere le conseguenze delle proprie azioni.

– fatica ad autoregolare le emozioni e a controllare la rabbia.

ADHD

Tutte queste caratteristiche possono causare uno scarso rendimento scolastico, un peggioramento delle relazioni con i coetanei, rimproveri da parte degli adulti, un senso di inadeguatezza, ansia e demoralizzazione.

La diagnosi di ADHD

In genere, la diagnosi avviene durante la scuola primaria. La valutazione viene fatta da uno psicologo e/o da un neuropsichiatra infantile. Vengono raccolte le informazioni dai genitori, dagli insegnanti e dal bambino stesso. Si somministrano dei test specifici per far emergere le difficoltà e i punti di forza del bambino.

ADHD

La valutazione deve essere completa e indagare il livello di funzionamento cognitivo (mentale), emotivo e di apprendimento (scrittura, lettura e calcolo).

Spesso nei bambini con ADHD ci sono altri disturbi come disturbi di condotta, disturbi di apprendimento (dislessia, disgrafia e discalculia) e disturbi dell’umore (ansia e depressione).

I disturbi dell’umore nei bambini con ADHD non sono da sottovalutare e possono svilupparsi per vari motivi, come per i problemi scolastici o nelle relazioni sociali, oppure perché spesso vengono etichettati come cattivi quando in realtà il loro comportamento è causato dal disturbo.

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Senza una diagnosi e un intervento per l’ADHD, in adolescenza e in età adulta le difficoltà rimangono e possono essere amplificate. Degli esempi sono: instabilità nelle relazioni, ricerca di sensazioni nuove e pericolose, problemi di ansia e depressione, difficoltà di pianificare e organizzare le attività della vita di tutti i giorni ecc…

Il trattamento per l’ADHD

La valutazione completa serve per programmare un trattamento ad hoc e personalizzato a seconda delle varie difficoltà emerse. Se il disturbo è grave possono essere utili i farmaci, ma l’intervento deve essere integrato e non limitato solo ai farmaci.

ADHD

Il trattamento con il bambino ADHD ha diversi obiettivi. L’insegnamento di tecniche di autocontrollo, di gestione della rabbia e di risoluzione dei problemi. La riduzione dei comportamenti impulsivi e inadeguati. Il miglioramento delle relazioni con genitori, insegnanti, fratelli e coetanei. La stimolazione delle strategie di apprendimento. L’aumento dell’autonomia e dell’autostima.

In ambito scolastico si può usufruire, a seconda del caso, della normativa BES del 2012 o della legge 104 del 1992 che prevede l’insegnante di sostegno.

Importante è coinvolgere nell’intervento anche genitori e insegnanti attraverso il “parent training” e “teacher training”. Genitori e insegnanti possono così mettere in campo le loro risorse per stimolare i comportamenti positivi del bambino con ADHD e ridurre quelli disfunzionali.

ADHD parent training

 

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Cliccando qui c’è il link dell’Istituto di Neuroscienze dove si possono avere ulteriori informazioni

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