Partire per l’erasmus in Norvegia, primi pensieri ed emozioni

Partire per l’erasmus in Norvegia, primi pensieri ed emozioni

Vorrei dedicare questo articolo a tutti coloro che stanno per vivere un’esperienza all’estero. Diciamoci la verità, partire per l’erasmus non è facile, soprattutto se si parte da soli. Due anni fa ho voluto compilare la domanda per andare in erasmus. Le mie motivazioni erano queste: voglia di andare via e desiderio di conoscere posti e persone nuove. L’erasmus, per chi non lo sapesse, è un programma di mobilità per gli studenti dell’UE che offre la possibilità di vivere un periodo di studio all’estero variabile dai 3 ai 12 mesi. Leggi anche: Motivi per andare in erasmus.

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La scelta della città

Nel 2015 l’Università di Padova offriva agli studenti di psicologia un’unica destinazione possibile da scegliere e, in seguito alla domanda di candidatura, una commissione stilava una graduatoria da cui ne uscivano i vincitori. La scelta della città dipende dagli obiettivi degli studenti, per esempio coloro che desiderano fare festoni assurdi solitamente scelgono la Spagna, destinazione molto nota e prediletta per noi italiani 🙂 .  Mentre quelli che desiderano fare esperienze un pò più estreme optano per le città nordiche, quest’ultimo caso fu il mio. La Norvegia è rinomata per avere ottime università e paesaggi mozzafiato invidiati dal resto d’Europa. In più, l’inglese in Norvegia come negli altri Stati scandinavi è conosciuto benissimo. Bergen era l’unica destinazione disponibile della Norvegia, la seconda città del Paese (circa 270 mila abitanti), una volta capitale, città portuale e circondata da sette montagne, non male insomma! 🙂

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Dalla cima della montagna più alta di Bergen: l’Ulriken.

Vincere il bando

A dir la verità, il 30 Marzo 2015 quando ho ricevuto la mail che affermava che risultavo vincitrice ero molto spaventata. Infatti, a differenza di persone che viaggiavano il mondo alla mia età, io non avevo fatto molte esperienze estere. In più si aggiungeva la mia preoccupazione per il mio inglese molto basilare. Perciò ero molto tesa e per essere sincera ho avuto dubbi sull’accettare o meno sapendo che dentro di me avrei fatto un salto nel vuoto. Ma sapevo che non potevo rinunciare ad un’opportunità simile. Non mi sarebbe più ricapitata. Così, feci tutte le carte necessarie (tante, troppe :P) e fui pronta a partire per l’erasmus!!

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Io nella barca che percorre il fiordo più lungo della Norvegia: il Sognefjord. Percorso da Flam a Bergen.

Partire per l’erasmus

Primi pensieri

Ricordo ancora le emozioni forti che si provano in aeroporto prima del metal detector, quando dai l’ultimo saluto ai tuoi genitori, perché sai che li rivedrai tra 5 mesi. Da quel momento in poi sei da sola e devi cavartela da sola. Mi ricordo la sensazione di un nodo in gola e un pugno sullo stomaco che avevo nel momento in cui mi trovavo sull’aereo che mi stava per portare dall’altra parte dell’Europa. Mentre l’aereo partiva mille pensieri avevo in mente: “Lo sto proprio facendo”, “Chissà dove finirò”, “Chissà chi incontrerò”, “Chissà se riuscirò a sopravvivere con il mio inglese”, “Saranno mesi lunghi e pesanti?”…

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Dalla cima della montagna dagli 800 gradini di Bergen: Sandviksfjellet

Prime emozioni

Nonostante queste insicurezze e punti interrogativi mi sentivo una ragazza in gamba, pronta ad affrontare mille avventure. Mi sentivo potente, curiosa, carica, positiva, libera… Una sensazione di libertà enorme, mai provata finora che se ancora ci penso mi manca. Fai un salto nel buio. O tiri fuori l’intraprendenza o questa esperienza ti soffoca. In quel momento cominci a essere responsabile e indipendente al 100% e si fa largo l’istinto di sopravvivenza. Non ci sono più genitori che ti possono aiutare, sono migliaia e migliaia di km di distanza, non ci sono più i tuoi amici e parenti di casa. Sei da sola con un indirizzo del collegio estero da raggiungere (si spera entro sera) e con un percorso evidenziato su una mappa dall’aeroporto al centro città. Ciliegina sulla torta due valigie da stiva di 23kg e uno zaino sulle spalle!

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Camminata di Trolltunga una delle più famose della Norvegia

Riflessioni

Direi che scegliere di partire per l’erasmus è una decisione che cambia la vita. Ho visto e ho fatto più cose in 5 mesi che in tutta la mia vita. Partire da sola con due valigie da 23 kg, prendere due aerei da sola, arrivare e non saper bene da che parte andare, aspettare un taxi sotto un cartello con scritto taxi e nessun taxi che si ferma, riuscire a braccarne uno e spendere 20 euro per fare 400 metri… Direi che già l’arrivo ti fa le ossa per quello che dovrai affrontare da solo. Devi tirarti su le maniche e prendere la tua vita in mano. Non c’è nessuno che ti sta dietro o che prende le decisioni per te.

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Dalla montagna Floyen di notte

Conclusioni

Partire per l’erasmus insomma è un’esperienza che va oltre l’immaginabile, sfida i propri limiti ed è un’occasione di crescita personale. Partire per l’erasmus offre opportunità di fare e vedere cose mai fatte e viste in vita. Vorrei consigliare a tutti di fare un esperienza del genere perché fa sentire e fa diventare cittadino del mondo, stimola il cervello a risolvere i problemi che si presentano quotidianamente e sveglia l’istinto alla sopravvivenza. Ma soprattutto partire per l’erasmus fa vivere moltissime emozioni mai provate finora, apre la mente, apre lo sguardo sul mondo, fa vedere le differenze tra le varie culture e aiuta a sviluppare una grande capacità critica tipica solo delle persone che hanno fatto molte esperienze.

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Io con alle spalle la cascata di Odda: Låtefossen.

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Perché andare in erasmus? Il mio erasmus in Norvegia

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