Sindrome da rientro, come affrontare il ritorno al lavoro

Sindrome da rientro, come affrontare il ritorno al lavoro

A quanti è capitato alla fine delle vacanze di sentirsi nervosi per il ritorno al lavoro o a scuola? Quanti hanno pensato: “Ci vorrebbe un’altra vacanza per superare lo stress da rientro”?

E’ molto difficile passare dal ritmo tranquillo e rilassato che caratterizza la vacanza al ritmo frenetico dei propri impegni lavorativi o scolastici. Il rientro per alcuni è particolarmente traumatico ed esiste perfino una vera e propria sindrome, la sindrome da rientro.

sindrome da rientro

La sindrome da rientro

La sindrome da rientro, in inglese post holiday o post-vacation blue, è un disturbo dell’adattamento che può comparire quando si passa da un periodo di riposo a un periodo ricco di impegni. Per questo appare maggiormente dopo le vacanze, al rientro al lavoro o a scuola.

sindrome da rientro

L’insorgenza è dovuta al pensiero e alla preoccupazione di riprendere i ritmi di vita frenetici invernali. La sindrome colpisce una persona su dieci e quasi un italiano su due. Anche i bambini e i ragazzi possono soffrirne nel periodo che coincide con il ritorno a scuola.

Sintomi

I sintomi della sindrome da rientro sono: ansia, nervosismo, tachicardia, ipersudorazione, sbalzi di umore, mal di testa, stanchezza, difficoltà a concentrarsi, umore triste, problemi digestivi, disturbi del sonno e tensioni muscolari.

sindrome da rientro

Questi sintomi rappresentano una naturale risposta fisiologica ed emotiva al drastico cambiamento dello stile di vita (dal rilassamento a ritmi frenetici). Di solito il malessere è temporaneo e dura massimo due settimane, il tempo necessario per riabituarsi ai ritmi quotidiani. Ma a volte i sintomi possono cronicizzare e durare più a lungo. E’ una sindrome da monitorare quando si presenta e, nel caso in cui persista e dia luogo a disturbi più gravi come depressione, ansia e altri disturbi dell’umore, è necessario intervenire.

Meccanismi fisici

La sindrome altera l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene ossia gli organi maggiormente coinvolti in una situazione di stress.

sindrome da rientro

In risposta ad eventi stressanti l’ipotalamo produce l’ormone di liberazione della corticotropina (CRH), il quale stimola l’ipofisi a produrre l’adrenocorticotropina (ACTH) che stimola i surreni (ghiandole poste sopra i reni) a produrre gli ormoni dello stress, ossia adrenalina e cortisolo.

Adrenalina e cortisolo hanno diversi effetti sull’organismo come: aumento della glicemia, aumento della pressione sanguigna, aumento del metabolismo, aumento del ritmo respiratorio, diminuzione della memoria e perdita di tono muscolare. Perciò, anche se la vacanza aveva fatto il modo di alleviare lo stress quotidiano, per chi soffre di sindrome da rientro ha i sintomi citati sopra.

Chi è più esposto alla sindrome da rientro?

Sembrerebbero essere più esposti alla sindrome da rientro coloro che svolgono un lavoro a maggiore contenuto intellettuale.

sindrome da rientro

Secondo uno studio spagnolo, la categoria più colpita è quella di giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 40 anni. Questa fascia d’età è caratterizzata per avere un ritmo lavorativo molto intenso, con richieste eccessive da parte dei datori di lavoro.

Come affrontare il rientro

In seguito presenterò alcuni consigli utili per alleviare i sintomi della sindrome da rientro.

Cominciare con le attività semplici

sindrome da rientro

E’ importante cercare di cominciare con le attività più semplici, quelle che si sanno fare bene e che piacciono. Lasciare per un secondo momento, se possibile, gli impegni più gravosi. Così tornare nell’ottica lavorativa risulta essere meno pesante e si riesce ad affrontare con più serenità i compiti più impegnativi.

Accettare di aver lasciato indietro del lavoro

sindrome da rientro

Al ritorno delle vacanze c’è del lavoro lasciato indietro da recuperare e ciò può aumentare il livello di tensione. Ma d’altra parte se dopo qualche settimana di ferie non ci fosse nulla da fare significherebbe che non si sta facendo un buon lavoro o che non si è indispensabili nell’azienda. Perciò non lasciarsi prendere dal panico e affrontare una cosa alla volta.

Cominciare con gradualità

sindrome da rientro

Riprendere i propri doveri con calma e gradualità è importante per fare in modo che il rientro al lavoro non sia traumatico. Prendersi varie pause necessarie per far riposare gli occhi e far rilassare il fisico. Cercare di aggiungere ancora dei giorni liberi prima di impegnarsi fino al collo con i vari appuntamenti. E’ controproducente porsi l’obiettivo di sistemare tutte le commissioni in sospeso già dal primo giorno di lavoro perché contribuisce ad aumentare i livelli di stress.

Pensare positivo

E’ importante concentrarsi sugli aspetti positivi del proprio lavoro, come rivedere colleghi a cui si è affezionati. E’ dimostrato che coloro che pensano positivo sono meno esposti a sviluppare problemi lavoro-correlati, percepiscono di avere molte energie e si sentono più rilassati.

Porsi un obiettivo lavorativo

Organizzare e proporre una conferenza interessante e istruttiva al rientro dalla vacanza aiuta a stimolare un sentimento di crescita e soddisfazione rendendo il lavoro più gratificante. Comunque è importante porsi degli obiettivi raggiungibili a seconda delle proprie forze e possibilità.

Dormire le ore necessarie

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Bisogna riprendere il ciclo sonno-veglia in modo da essere bene attivi e riposati alla mattina quando ci si sveglia. Perciò è importante andare a letto presto alla sera e non fare le ore piccole in modo da non sentirsi stressati alla mattina. Dormire almeno 7-8 ore a notte (variabile a seconda del bisogno individuale).

Fare attività fisica

sindrome da rientro

Al rientro è importante dedicare del tempo allo sport: correre, camminare a passo svelto, nuoto, ginnastica all’aria aperta, etc. Il movimento rilascia nel corpo le endorfine, un ormone che ci dà un senso di benessere. E’ bene per il momento evitare gli sport stressanti che richiedono un’alta prestazione.

Mangiare sano

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E’ utile cominciare la giornata con una colazione salutare e abbondante. Dedicare del tempo al palato anche la mattina e non bere un caffè di corsa perché ci si deve precipitare al lavoro. Così si dedicano delle attenzioni a se stessi e non si arriva al lavoro in velocità e nervosi ancora prima che la giornata cominci.

Stare all’aria aperta

sindrome da rientro

Molti dei benefici che abbiamo durante le vacanze derivano dall’esposizione alla luce solare. Infatti, in alcune persone la carenza di luce solare può portare ad alterazioni significative dell’umore. Inoltre, il passaggio dalla luce solare alla luce artificiale può aumentare i livelli di stress. Perciò, per esempio per l’ora di pranzo si può cercare di mangiare all’aria aperta e si può cercare di sfruttare i weekend per andare fuori e stare al sole.

Trovare delle attività nuove e rinnovarsi

E’ necessario non farsi dominare dai ritmi frenetici del lavoro, ma dedicare del tempo anche a se stessi. Può essere utile affiancare al solito lavoro, un’attività nuova come un corso di lingua, un corso di ballo, un nuovo hobby o un servizio di volontariato. Anche un’attività nuova correlata al proprio lavoro, come la partecipazione a un progetto, può essere fonte di motivazione e di positività. Si può anche cercare di dare una rinfrescata a casa propria, per esempio dipingendo i muri, arredando l’ambiente, comprando dei fiori ecc.

Fantasticare sulle prossime vacanze

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Anche se abbiamo appena terminato i nostri viaggi, può essere d’aiuto cominciare a fantasticare sul prossimo progetto di vacanza. Ciò rende il pensiero del lavoro meno opprimente e aiuta a pensare alla prossima pausa.

Non prendere decisioni drastiche

Questo è un periodo delicato che può essere caratterizzato da un umore basso. Perciò è bene riflettere e aspettare che il nostro umore si sia ristabilito prima di prendere delle decisioni drastiche, come lasciare il lavoro o interrompere una relazione.

Se i sintomi non passano?

Se il malessere non passa è bene chiedersi se il malessere è legato solo alla fine delle vacanze o se c’è qualcos’altro che fa soffrire di più profondo. Per evitare che i sintomi cronicizzino o peggiorino è bene rivolgersi a un esperto come uno psicologo o uno psicoterapeuta per capire qual’è la causa del malessere e come affrontarla.

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Spero che questo articolo vi sia piaciuto 🙂

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